Chiesa ma­dre di S. Egidio Abate

Quale fosse l’anno della sua costruzione e dell’aspetto della chiesa di S. Egidio Abate al momento in cui fu edificata non ci è noto. Sappiamo che molti restauri furono effettuati tra il 1550 ed il 1585.

Prima la chiesa era formata da una sola navata e con una lunghezza inferiore a quella attuale. Aveva, oltre all’altare maggiore, due cappelle laterali e vari altri altari.

Nel 1588 la chiesa, che già assolveva il ruolo pastorale parrocchiale verso i fedeli della Tulpha Vetus, fu eletta a collegiata da papa Sisto V°.

Con l’aumento della popolazione e quindi con la necessità di maggiore spazio all’interno della chiesa, si decise di effettuare, nel 1630, un ampliamento ed una ristrutturazione generale. L’idea della progettazione delle tre navate fu data da un cappuccino, fra Michele da Bergamo.

Negli anni successivi, furono apportati dei miglioramenti: la struttura in legno all’ingresso principale per il coro, l’ampliamento della sacrestia ed il rivestimento del soffitto.

Nel XX secolo furono fatte delle opere come la pavimentazione e il rifacimento della facciata, con la raffigurazione in forte rilievo di Angeli all’Eucarestia.

All’interno della chiesa si possono ammirare molti dipinti, tra cui quello raffigurante S. Egidio Abate (dietro l’altare maggiore), il Salvatore, S. Isidoro Agricoltore, ed altri.

Entrando in chiesa dall’ingresso principale, nella navata di destra troviamo tre cappelle: la prima è dedicata a S. Antonio da Padova e S. Filippo Neri; la seconda a S. Egidio Abate, in cui ci sono la fonte battesimale, il busto dorato del santo (trasferito qui da pochi anni e portato in processione per le vie del paese in occasione della festa padronale), e delle piccole tele raffiguranti i quindici “misteri” gaudiosi, dolorosi e gloriosi del rosario (le tele sono dodici perché tre di esse sono andate perdute nel corso di un restauro); la terza cappella, eretta nel 1828, include l’altare per la custodia del Sacramento Eucaristico.

Oltre a queste cappelle ci sono varie lapidi e statue devozionali, quali la Madonna del Carmine, Santa Lucia ed, in fondo alla navata, la Madonna Immacolata di Lourdes.

Nella navata di sinistra, dopo l’entrata della sacrestia, si trova la cappella del Salvatore, chiamata così in quanto custodisce il dipinto del Redentore raffigurato seduto su una nube. Nel vano sottostante, fino a qualche anno fa, veniva conservato il busto dorato di S. Egidio Abate e nella stessa cappella vengono oggi effettuate le confessioni ai fedeli; più avanti un altare con il dipinto della Morte di S. Giuseppe e una statua devozionale della Madonna Addolorata ed in fondo una statua di S. Antonio Abate.

Nella navata centrale, si ergono sulla sinistra in alto un pulpito in legno ed in fondo l’altare maggiore, che dal 1815 è contornato dagli stalli del coro di legno. Fino al 1955, sopra gli stalli del coro, erano posizionati due armadi, uno per lato, dove erano conservate delle sacre reliquie (ben 427) che venivano poste in mostra durante i giorni di solennità.

Sotto la mensa è riposta l’urna di Santa Cristina martire, proveniente da una catacomba della via Ostiense e portata a Tolfa nel 1733.

Una balaustra di marmo e due leggii, uno per ogni lato, delimita il presbiterio, mentre il campanile, costruito nel 1547 –1548, ha cinque campane, una delle quali del secolo XVI, che da sempre, con il suono che le caratterizza, scandiscono la vita del paese.