TaRSU – Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni

Descrizione

La tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni è dovuta per l’occupazione o la detenzione di locali esistenti nelle zone del territorio comunale in cui il servizio è istituito ed attivato o comunque reso in via continuativa.

Per le abitazioni coloniche e gli altri fabbricati la tassa è dovuta anche quando nella zona in cui è attivata la raccolta dei rifiuti è situata soltanto la strada di accesso all’abitazione ed al fabbricato.

Non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti o per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati o perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell’anno, qualora tali circostanze siano indicate nella denuncia originaria o di variazione e debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione.

Non sono, altresì, tassabili le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili (art. 2, comma 4-bis, del D.L. 25 Novembre 1996, n. 559 e successive modificazioni).

Nella determinazione della superficie tassabile non si tiene conto di quella parte di essa ove per specifiche caratteristiche strutturali e per destinazione si formano, di regola, rifiuti speciali, tossici o nocivi, allo smaltimento dei quali sono tenuti a provvedere a proprie spese i produttori stessi in base alle norme vigenti.

Sono esclusi dalla tassa i locali e le aree scoperte per i quali non sussiste l’obbligo dell’ordinario conferimento dei rifiuti solidi urbani interni ed equiparati in regime di privativa comunale per effetto di norme legislative o regolamentari, di ordinanze in materia sanitaria, ambientale o di protezione civile ovvero di accordi internazionali riguardanti organi di Stati esteri .

Soggetti passivi

La tassa è dovuta da coloro che occupano o detengono i locali con vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che utilizzano in comune i locali stessi.

Inizio dell’occupazione

L’obbligazione decorre dal primo giorno del bimestre solare successivo a quello in cui ha avuto inizio l’utenza.

Termine di presentazione della denuncia

La presentazione della denuncia unica dei locali e delle aree tassabili siti nel territorio del Comune scade il 20 gennaio di ogni anno (es. la tassa per l’anno 2011 scade il 20 gennaio 2012).

La denuncia, sia per le nuove utenze che per le variazioni di quelle in atto, deve redigersi esclusivamente su modelli predisposti e messi a disposizione degli utenti da questo Comune.

La denuncia non è necessaria per le utenze che, già iscritte a ruolo, non hanno subito variazioni.

La dichiarazione deve essere sottoscritta e presentata da uno dei coobbligati o dal rappresentante legale o negoziale.

Modalità di presentazione della denuncia

  • Presentarsi personalmente all’Ufficio Tributi;
  • Presentare mediante terza persona il modulo scaricabile dal sito, debitamente compilato in ogni sua parte, corredato da delega, fotocopia di un documento di riconoscimento del delegante e documento di riconoscimento del delegato;
  • Inviare il modulo scaricabile dal sito, debitamente compilato in ogni sua parte, e una fotocopia del documento di riconoscimento all’indirizzo di posta elettronica certificata del Comune: protocollotolfa@libero.it (per avere validità, si prega di utilizzare un indirizzo di posta elettronica certificata);
  • Inviare via posta il modulo scaricabile dal sito, debitamente compilato in ogni sua parte, e una fotocopia del documento di riconoscimento al seguente indirizzo: Ufficio Tributi Comune di Tolfa Piazza Vittorio Veneto, 12 00059 Tolfa.

N.B. Se si invia tramite PEC, fax o e-mail, si ricorda di aggiungere copia di un documento valido diverso dalla patente rilasciata dalla motorizzazione.

Modulistica

Denuncia Originaria o di Variazione dei locali ed aree tassabili

Richiesta di riduzione per unico occupante.pdf

Comunicazione di cambio domicilio.pdf

Richiesta di discarico.pdf

Richiesta di cancellazione.pdf

N.B. Per effettuare la domanda originale o di variazione rivolgersi direttamente presso l’Ufficio Tributi.

Sanzioni e interessi – D. Lgs. 15 Novembre 1993, n.507

Art. 76 – Sanzioni e interessi (Articolo così sostituito dall’art. 12 del D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 473).

1.(comma così modificato dall’art. 4 del D. Lgs. 5 giugno 1998, n. 203) Per l’omessa presentazione della denuncia, anche di variazione, si applica la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento della tassa o della maggiore tassa dovuta con un minimo di 51 Euro.

2.(comma così modificato prima dall’art. 4 del D. Lgs. 5 giugno 1998, n. 203, poi dall’art. 3 del D. Lgs. 30 marzo 2000, n. 99) Se la denuncia è infedele si applica la sanzione dal cinquanta al cento per cento della maggiore tassa dovuta. Se l’omissione o l’errore attengono ad elementi non incidenti sull’ammontare della tassa, si applica la sanzione amministrativa da 51 a 258 Euro. La stessa sanzione si applica per le violazioni concernenti la mancata esibizione o trasmissione di atti e documenti o dall’elenco di cui all’art. 73, comma 3-bis, ovvero per la mancata restituzione di questionari nei sessanta giorni dalla richiesta o per la loro mancata compilazione o compilazione incompleta o infedele.

3.(comma così modificato dall’art. 1, comma 18 L. 13 dicembre 2010, n. 220) Le sanzioni indicate nei commi 1 e 2, primo periodo, sono ridotte ad un terzo se, entro il termine per ricorrere alle commissioni tributarie, interviene adesione del contribuente all’avviso di accertamento.

4.La contestazione della violazione non collegata all’ammontare del tributo deve avvenire, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello cin cui è commessa la violazione.

5.Sulle somme dovute a titolo di tributo e addizionale si applicano interessi per ritardata iscrizione a ruolo nella misura dell’interesse legale corrente (ai sensi dell’art. 13 della Legge 13 maggio 1999, n. 133, nonché dell’art. 1, comma 165 della L. 27 dicembre 2006, n. 296), a decorrere dal semestre successivo a quello in cui doveva essere eseguito il pagamento e fino alla data di consegna dei ruoli alla direzione regionale delle entrate nei quali è effettuata l’iscrizione delle somme predette.

D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472

Art. 13 – Ravvedimento (Articolo così sostituito dall’art. 2 del D. Lgs. 5 giugno 1998, n. 203)

1.La sanzione è ridotta, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidamente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza.

a)ad un ottavo del minino nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua commissione;

b)(lettera così modificata prima dall’art. 13 v. 5 del D. Lgs. 18/12/1997, n.422, poi dall’art. 2 del D. Lgs. 30 marzo 2000, n. 99)ad un sesto del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore;

c)(lettera così modificata prima dall’art 2 del D. Lgs. 30 dicembre 1999, n.506, poi dall’art. 2 del D. Lgs. 30 marzo 2000, n. 99)ad un ottavo del minimo di quella prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni, ovvero a un ottavo del minimo di quella prevista per l’omessa presentazione della dichiarazione periodica prescritta in materia di imposta sul valore aggiunto, se questa viene presentata con ritardo non superiore a trenta giorni.

2.Il pagamento della sanzione ridotta deve essere eseguito contestualmente alla regolarizzazione del pagamento del tributo o della differenza, quando dovuti, nonché al pagamento degli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno.

3.Quando la liquidazione deve essere eseguita dall’ufficio, il ravvedimento si perfeziona con l’esecuzione dei pagamenti nel termine di sessanta giorni dalla notificazione dell’avviso di liquidazione.

4.(comma abrogato dall’art. 7, del D. Lgs. 26 gennaio 2001, n. 32)

5.Le singole leggi ed atti aventi forza di legge possono stabilire, a integrazione di quanto previsto nel presente articolo, ulteriori circostanze che importino l’attenuazione della sanzione.

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